Modelli di violenza

Chi diventa violento non perde solo il controllo. La violenza è il risultato di molte decisioni. 

Spesso inizia con rabbia non espressa, conflitti non risolti o frustrazioni. Molte persone si rendono conto troppo tardi di come si sviluppa un ciclo di tensione ed escalation, oppure giustificano a posteriori i comportamenti. 

Forse ti è già capitato di urlare, dare spintoni, insultare o colpire l'altra persona nella tua relazione. Forse ti senti in colpa o ti chiedi come sia stato possibile arrivare a tanto. 

La violenza in una relazione segue una dinamica chiara. La spirale della violenza mostra passo dopo passo come la violenza si intensifichi. Se conosci il processo, puoi riconoscere i tuoi schemi e adottare per tempo delle contromisure.

  1. Tensione e perdita di controllo
    Nella fase iniziale, ti senti più irritabile. Hai difficoltà a mantenere la calma o a gestire i conflitti. Magari inizi a umiliare o controllare la tua partner o il tuo partner, oppure a reagire in modo nervoso, anche per piccole cose. È importante riconoscerlo: è qui che decidi se reprimere i tuoi sentimenti o parlarne.
     
  2. La violenza 
    Se la tensione interiore continua a crescere e non viene affrontata, aumenta il rischio di trasformarsi in violenza. Ma: la violenza non accade per caso. Anche se ti senti travolto o travolta a dalle emozioni, è sempre una decisione che prendi. Usando violenza, cerchi di smaltire la tensione facendo male a un'altra persona. La violenza può assumere molte forme, tra cui: insulti, spintoni, superamento dei limiti sessuali o violenza fisica. La cosa fondamentale è che: la violenza non è mai necessaria e non è mai giustificabile. 
     
  3. Sollievo 
    Dopo la violenza, per un po' di tempo puoi provare un senso di sollievo. Non perché il problema sia stato risolto, ma perché la pressione interna si è allentata. Per un attimo sembra tornare la calma. Tuttavia, il vero problema rimane lì e il ciclo della violenza continua.
     
  4. Vergogna e senso di colpa
    Poi inizia il senso di colpa. Forse sei inorridito o inorridita da te stesso/a, ti vergogni di aver perso il controllo. Vorresti cancellare annullare l'atto di violenza, ma tornare indietro non si può.
     
  5. Tentativi di riconciliazione (fase luna di miele) 
    Cerchi di giustificare la situazione dando spiegazioni o giustificazioni. «Ero stressato/a», «Mi hai provocato/a», «Non è poi così grave». Magari fai un regalo al partner o alla partner oppure ti comporti in modo particolarmente affettuoso. Questi gesti di riconciliazione possono creare un'apparente vicinanza e dare la sensazione che «tutto vada di nuovo bene». Spesso non si tratta però di cura verso l'altra persona, ma di liberarti dei sensi di colpa e di sentirti di nuovo meglio con te stesso/a. Finché banalizzi o giustifichi la violenza, non ti assumi alcuna responsabilità reale.
     
  6. Rimozione
    Invece di parlare di quanto è successo, lo eviti. Eviti le conversazioni, i sentimenti, la vicinanza. Speri che la situazione si risolva da sola. Ma il fatto che qualcosa non venga affrontato non lo fa scomparire.
     
  7. Accumulo di rabbia, frustrazione e collera 
    Tutto ciò che non è stato detto si accumula di nuovo: sentimenti come rabbia, frustrazione o collera montano dentro di te. La pressione aumenta e con essa la tendenza a incolpare l'altra persona per questi sentimenti. Da quel momento in poi la tensione aumenta e basta poco per ritrovarsi di nuovo allo stesso punto: la spirale di violenza ricomincia.

Più spesso ci si trova in questa spirale, più i freni inibitori si abbassano. La violenza è sempre più frequente e intensa, e uscirne sembra sempre più difficile. 

Ma: la violenza non avviene per caso. Non è una bizza, non è una reazione istintiva. Chiunque usi la violenza, ne è responsabile, in ogni momento. 

Però puoi uscire da questa spirale. Perché: sei tu a decidere se essere o non essere violento/a. Il primo passo: riconosci la tua responsabilità. Farti aiutare non è un segno debolezza, ma coraggio di cambiare. Rivolgiti a uno specialista. Puoi trovare aiuto qui.

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  • Werner Stiftung