Chi diventa violento non perde solo il controllo. La violenza è il risultato di molte decisioni.
Spesso inizia con rabbia non espressa, conflitti non risolti o frustrazioni. Molte persone si rendono conto troppo tardi di come si sviluppa un ciclo di tensione ed escalation, oppure giustificano a posteriori i comportamenti.
Forse ti è già capitato di urlare, dare spintoni, insultare o colpire l'altra persona nella tua relazione. Forse ti senti in colpa o ti chiedi come sia stato possibile arrivare a tanto.
La violenza in una relazione segue una dinamica chiara. La spirale della violenza mostra passo dopo passo come la violenza si intensifichi. Se conosci il processo, puoi riconoscere i tuoi schemi e adottare per tempo delle contromisure.
- Tensione e perdita di controllo
Nella fase iniziale, ti senti più irritabile. Hai difficoltà a mantenere la calma o a gestire i conflitti. Magari inizi a umiliare o controllare la tua partner o il tuo partner, oppure a reagire in modo nervoso, anche per piccole cose. È importante riconoscerlo: è qui che decidi se reprimere i tuoi sentimenti o parlarne.
- La violenza
Se la tensione interiore continua a crescere e non viene affrontata, aumenta il rischio di trasformarsi in violenza. Ma: la violenza non accade per caso. Anche se ti senti travolto o travolta a dalle emozioni, è sempre una decisione che prendi. Usando violenza, cerchi di smaltire la tensione facendo male a un'altra persona. La violenza può assumere molte forme, tra cui: insulti, spintoni, superamento dei limiti sessuali o violenza fisica. La cosa fondamentale è che: la violenza non è mai necessaria e non è mai giustificabile.
- Sollievo
Dopo la violenza, per un po' di tempo puoi provare un senso di sollievo. Non perché il problema sia stato risolto, ma perché la pressione interna si è allentata. Per un attimo sembra tornare la calma. Tuttavia, il vero problema rimane lì e il ciclo della violenza continua.
- Vergogna e senso di colpa
Poi inizia il senso di colpa. Forse sei inorridito o inorridita da te stesso/a, ti vergogni di aver perso il controllo. Vorresti cancellare annullare l'atto di violenza, ma tornare indietro non si può.
- Tentativi di riconciliazione (fase luna di miele)
Cerchi di giustificare la situazione dando spiegazioni o giustificazioni. «Ero stressato/a», «Mi hai provocato/a», «Non è poi così grave». Magari fai un regalo al partner o alla partner oppure ti comporti in modo particolarmente affettuoso. Questi gesti di riconciliazione possono creare un'apparente vicinanza e dare la sensazione che «tutto vada di nuovo bene». Spesso non si tratta però di cura verso l'altra persona, ma di liberarti dei sensi di colpa e di sentirti di nuovo meglio con te stesso/a. Finché banalizzi o giustifichi la violenza, non ti assumi alcuna responsabilità reale.
- Rimozione
Invece di parlare di quanto è successo, lo eviti. Eviti le conversazioni, i sentimenti, la vicinanza. Speri che la situazione si risolva da sola. Ma il fatto che qualcosa non venga affrontato non lo fa scomparire.
- Accumulo di rabbia, frustrazione e collera
Tutto ciò che non è stato detto si accumula di nuovo: sentimenti come rabbia, frustrazione o collera montano dentro di te. La pressione aumenta e con essa la tendenza a incolpare l'altra persona per questi sentimenti. Da quel momento in poi la tensione aumenta e basta poco per ritrovarsi di nuovo allo stesso punto: la spirale di violenza ricomincia.
Più spesso ci si trova in questa spirale, più i freni inibitori si abbassano. La violenza è sempre più frequente e intensa, e uscirne sembra sempre più difficile.
Ma: la violenza non avviene per caso. Non è una bizza, non è una reazione istintiva. Chiunque usi la violenza, ne è responsabile, in ogni momento.
Però puoi uscire da questa spirale. Perché: sei tu a decidere se essere o non essere violento/a. Il primo passo: riconosci la tua responsabilità. Farti aiutare non è un segno debolezza, ma coraggio di cambiare. Rivolgiti a uno specialista. Puoi trovare aiuto qui.